martedì 11 agosto 2020

NON CHIAMATELO INCIDENTE!

(Foto via: Rai News)

Da quasi una settimana una nave mercantile sta vomitando litri di petrolio a pochi chilometri dalle Mauritius, dopo essersi incagliata nella barriera corallina lo scorso 25 luglio. La situazione si sta evolvendo in modo drammatico e pare che i moti ondosi possano addirittura spezzare lo scafo, aumentando in modo esponenziale gli sversamenti. Per questa ragione è stata dichiarata emergenza ambientale: come ha spiegato un consulente del territorio, nonché ex leader di Greenpeace, ci vorranno cento anni per un possibile ripristino dell'area.


Si tratta dell'ennesimo episodio che attenta all'ambiente marino e che, proprio per questo, non può essere considerato un incidente. Non è nient'altro, invece, che un esempio tremendo di come sia sciagurato il sistema di sviluppo in cui viviamo: la dipendenza dal fossile e la necessità di colossali mezzi di trasporto di questa merce tiene in ostaggio l'intero pianeta.
È per simili ragioni che abbiamo ritenuto fondamentale costruire, a partire da casa nostra, un progetto politico ambientalista. Bisogna aprire gli occhi: oggi l'ecologia non è un argomento tra gli altri, ma il terreno chiave su cui si giocherà io destino del pianeta.

Qualcuno proverà a dire che chi vive in Campania non è interessato al destino degli oceani o dei ghiacciai, come se questi fossero temi esotici buoni al massimo per una cartolina piena di buoni propositi. Questo atteggiamento denota o ignoranza o malafede. Il sistema mondo in cui viviamo oggi è radicalmente interconnesso e la minaccia alla biodiversità ci riguarda tutte e tutti.

Noi crediamo sia arrivato il momento di fare la nostra parte per sconfiggere il male che avvelena il pianeta: un male che non è una piaga divina, ma invece il risultato di politiche scellerate portate avanti perché pochissimi possano arricchirsi a qualunque costo.

Per questo progetto siamo pronti a mettere in gioco le nostre intelligenze, le nostre energie, le nostre vite, sapendo di dover fare appello a tanti altri perché si uniscano a noi in questa battaglia.

Come dicono i movimenti ambientalisti transnazionali: non abbiamo un pianeta B.

Mettiamoci a lavoro insieme ora che non è troppo tardi, perché presto lo sarà.

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